Test
I want YOU to open this link, NOW!
http://www.acapela.tv/Sam-1-bba202525081b
and then:
A homage to Fay, who read for us


to be translated and commented upon in your Nota del Traduttore
& here is my very first draft, which you saw in the making on Dec. 19



56 Commenti “Test” →
rbernascone
19 dicembre 2008
if you have doubts and queries during the test, you can write them here & get help from your colleagues
rbernascone
19 dicembre 2008
ci sono anch’io, ovvero ci sono solo io!
Ho finito la mia prima stesura (ma mi ero già portata avanti col lavoro, lo confesso!). Quando torno a casa stasera la scannerizzo, così potete vedere LIVE i miei dubbi e i miei processi. Nel frattempo, se posso fare qualcosa….
Stefano Finotti
19 dicembre 2008
Per chi non dovesse sapere chi è Lydia Davis
http://en.wikipedia.org/wiki/Lydia_Davis
Elena
19 dicembre 2008
io veolevo sapere se qualcuno ha un suggerimento per 2deliberate” perchè non capisco se è il parde ad essere intenzionale o la malattia..o il fatto che respira…
rbernascone
19 dicembre 2008
secondo me si riferisce all’aggrottare la fronte, all’espressione che gli ha visto fare centinaia di volte deliberatamente. Qualcuno ha altre idee?
Stefania Sarre
19 dicembre 2008
eh ma così non vale professoressa!:D
una domanda: stavo pensando nella revisione della traduzione, a quando l’autrice dice “he will be put in a box, not in a coffin”, all’inizio avevo pensato ad una cremazione e quindi ad un’urna, però non mi sembra che venga cremato perchè poco dopo dice “but maybe I will say that only as long as he looks like my father” quindi immagino ad una decomposizione (scusi il discorso macabro”)
Secondo lei quel Box, può quindi essere tradotto come “cassa” (penso a quando colloquialmente si sente dire la cassa da morto)
Grazie!
rbernascone
19 dicembre 2008
se va avanti vede le ceneri
Elena Colombi
19 dicembre 2008
anche io avevo messo cassa, però in effetti poi parla dic eneri, quindi credo urna abbia più senso..
Anche perchè non so che differenza ci sia tra cassa e bara..no?
Stefania Sarre
19 dicembre 2008
le ceneri le ho viste, però non capivo se quelle ceneri erano dovute al passare del tempo, nel senso che l’autrice si fa tutto un film di quando riapriranno la bara e il padre sarà un mucchietto d’ossa e polvere, o se era una cosa più subitanea data la cremazione…
Quindi lo cremano… o mi sto confondendo?
La pellicola del mio film si è inceppata
Per rispondere ad Elena, secondo me il deliberate si riferisce all’intenzionalità dell’espressione.
rbernascone
19 dicembre 2008
avendo cremato la mia mamma sono ora un’esperta: il corpo viene messo nella bara/cassa (da morto) e si svolge il funerale “normalmente”. Poi – almeno in Italia – si lascia la cassa al Crematorio e qualche giorno si va a ritirare le ceneri che sono in un sacchetto e vengono messe in un’ “urna”. L’urna può anche essere fatta a forma di cassetta, bauletto ecc
Elena Colombi
19 dicembre 2008
Grazie Stefy e grazie Prof, mi avete convinto..
ma credo che la tua pellicola funzioni bene! No penso che sia la cremazione..
rbernascone
19 dicembre 2008
leggesi “dopo qualche giorno” o “qualche giorno dopo”!
Martina
19 dicembre 2008
Io ho lasciato “urna” perchè poi parla di ceneri,e le ceneri stanno nell’urna… peccato qui c’è poco film da fare
Stefania Sarre
19 dicembre 2008
Sono tornata sui miei passi e ho messo urna!
Grazie ad entrambe!
Denis Bosonetto
19 dicembre 2008
io l’ho trovato complesso da tradurre. Bello, però. Mi è piaciuto.
Maaaa la nota del traduttore: non ricordo più se è stato detto che all’esame bisognava legarla al testo (difficoltà nella traduzione ecc.) oppure fare dei lavori anche liberi..
rbernascone
19 dicembre 2008
La nota del traduttore è la nota del traduttore e dunque il traduttore la fa come diablo le gusta
Krizia Ribotta
19 dicembre 2008
Stefyyyyyy macabraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa non ti do il regaloooooo!
Seriamente, secondo me si riferisce a QUANDO E’ ANCORA VIVO, nel senso fino a quando non sarà diventato un vegetale. Perchè la frase dopo inizia con “Then..”e io l’ho interpretato “Quando poi sarà solo più cenere….”
rbernascone
19 dicembre 2008
e non per essere macabri, ma sarà vegetale solo se sarà sepolto in terra in una cassa di legno senza zinco, quindi non è il nostro caso
Marina
19 dicembre 2008
Anche io ho una domanda.
quando dice “actually, then I won’t know if the words “he” and “him” are correct…”, quell’him, si può tradurre come “lo”? perchè credo si riferisca alla frase precedente che dice “”where are they taking him?”
Grazie
Krizia Ribotta
19 dicembre 2008
Qualcuno ha trovato un modo per tradurre sia “He” che “Him?. Perchè non mi convince molto dire “lui” e “lo”. E forse se metto solo “lui” qualcosa si perde..
rbernascone
19 dicembre 2008
secondo me ci si può lanciare con lui/lo/gli eccetera. Questo è un brano in cui ci si deve prendere delle libertà, anche grammaticali…
chiara
19 dicembre 2008
Sono 18. I ‘say’ nel testo. Che si fa? ‘dico’ e ‘dirò’ a ripetizione possono urtane l’orechio del lettore italiano…ma chi ci dice che la Lydia non l’abbia fatto apposta ad abbondare così?
Krizia Ribotta
19 dicembre 2008
Come giustamente mi ha fatto notare Elena può anche essere che si riferisca a quando è morto. Prima di cremarlo viene esposto in camera mortuaria normalmente.. la mia nota del traduttore sarà particolare!
Stefania Sarre
19 dicembre 2008
io ho messo semplicemente “lui” perchè credo che “egli” suoni un po’ obsoleto in un testo abbastanza “discorsivo” come questo…
e poi pensando a tuo padre non scriveresti egli…
almeno, io non scriverei egli pensando a lui anche se magari mettere lui non è troppo corretto grammaticalmente… poi non so!
Krizia Ribotta
19 dicembre 2008
Secondo me, Chiara, è fatto apposta. Sono una serie di domande retoriche che si pone l’autrice
Marina
19 dicembre 2008
E quell’ “it”? “Esso” è un po’ brutto..
Martina
19 dicembre 2008
Io anche se ipergrammaticalmente scorretto ho messo lui, ed egli alternati.
altrimenti diventa una specie di testo ermetico XD
lo so lo so nn è giusto dire così ma almeno il discorso fila
Elena Colombi
19 dicembre 2008
no non mi sembrabo molto retoriche..sono situazioni che si fa lei..io ho provato ad alternare anche chidere, rispondere…
Simona Diatto
19 dicembre 2008
Per quanto riguarda “he” e “him”, per ora ho deciso di lasciarlo così…poi, quando avrò finito tutto, magari troverò un modo per renderlo decentemente, senza stravolgere troppo il paragrafo in questione.
Questo testo, da tradurre, è una vera carognata.
(Ma in senso buono, Prof..)
rbernascone
19 dicembre 2008
lo so, è difficile, se qualcuno poi ha vissuto quei momenti è pure struggente, ma quale migliore dimostrazione che la letteratura è la vita e ci aiuta a sopportarla?
Denis Bosonetto
19 dicembre 2008
l’it io l’ho parafrasizzato
Elena Colombi
19 dicembre 2008
io ho messo esso..non sta poi così male..:)
Krizia Ribotta
19 dicembre 2008
Domanda invece sullo stile: ogni volta che c’è una domanda, dobbiamo mettere i due punti e le virgolette? Oppure le mettiamo senza i due punti e in corsivo?
rbernascone
19 dicembre 2008
anche per me quello è stato un problema, perché l’autrice a volte mette ,” e maiuscolo- ovvero il nostro :”e maiuscolo – ma altre volte non mette la virgola né la maiuscola. Che si fa? Ci si attiene alle sue scelte o si ricrea secondo la nostra sensibilità? mah… per fortuna c’è la nota del traduttore!
Elena Colombi
19 dicembre 2008
io ho messo solo le virgolette, nemmeno lei mette 2 punti e corsivo..almeno così le domande sembrano rientrare nel discorso del testo..
Martina
19 dicembre 2008
Ecco, ok ok ora parto col mio film!
Nella mia mente, questo testo è un po’ il riassunto della povera Lydia, che si trova a casa, magari dopo essere stata all’ospedale da suo padre, ed è sola.
Magari si mette sul divano e pensa “che diamine ne sarà di me dopo?”
non trova le parole x descrivere il suo dolore… è un po’ sperduta…
Non so se mi spiego
Simona Diatto
19 dicembre 2008
Personalmente ho un’idiosincrasia per
:”e maiuscolo
Lo so che in italiano si fa così, ma io mi distraggo quando ce ne sono troppi! Preferirei mettere ,”e maiuscolo, oppure solo le virgolette…mah, adesso ci pensiamo su…
rbernascone
19 dicembre 2008
stia attenta alla Berna, però. Sa che ha un’idiosincrasia per la punteggiatura corretta!
Michele Gobello
19 dicembre 2008
Dico la mia circa le casse e le urne.
Secondo me “box” è la cassa dove viene messo il padre *nell’attesa* della cremazione. Viene distinta da “coffin” proprio per questo: perché le persone che vengono cremate non vengono messe in una bara vera e propria come se dovessero restare lì per sempre.
Quindi: lei pensa a come riferirsi al padre mentre è nella *cassa* (ancora riconoscibile/non ancora cenere) e poi a come riferirsi a lui quando è cenere. Nell’urna, ovviamente, ma non è mai citata.
Elena Colombi
19 dicembre 2008
Però effettivamente ce ne sono veramente tante e continuare con :”maiusocla può diventare fastidioso..
Marina
19 dicembre 2008
Ecco, punteggiatura corretta. Ma il controllo ortografico di word dice che l’uso dei due punti più di una volta in una frase è errato. E ci sono diversi casi in cui in un’unica frase si dovrebbero mettere più volte i due punti. Aiuto
rbernascone
19 dicembre 2008
anche se si fa, non è molto usuale mettere i due punti in una frase e poi metterli come ulteriore esplicazione della medesima frase (anche se di recente io l’ho fatto in un alrticolo), però è diverso se i due punti sono l’introduzione al discorso diretto. Insomma l’unica regola è la seguente: la virgola come introduzione al discorso diretto è un anglicismo ed è – per ora – errato in italiano.
La grossa differenza in questo testo sta tra quando l’autrice introduce il discorso diretto (con la virgola) e poi mette la maiuscola, quando lo introduce con la virgola e NON mette la maiuscola e quando non mette Né virgola Né maiuscola.
E noi, che facciamo?
Michele Gobello
19 dicembre 2008
Maiuscola con maiuscola e minuscola con minuscola, secondo me, perché una ragione ci sarà pur stata.
Oppure le scriviamo una mail, potrebbe condividere un divano con Daniel Asa Rose.
manuela
19 dicembre 2008
io alla fine ho deciso di mantenere lo stile dell’autrice, e quindi la virgola e aperte virgolette, anche se come dice lei in italiano per ora non è corretto. Però dobbiamo essere il più vicini al testo possibile no? quinid perché non mantenere questo stile?
Denis Bosonetto
19 dicembre 2008
Secondo me ci sono due situazioni:
1 Lei che si fa il film
2 Lei che ragiona sulla grammatica
Nella 1 lei usa la maiuscola e il discorso diretto. Perchè è quello che effettivamente succede. Forse.
Nella 2 usa la minuscola perchè sta ragionando sulla singola parola. La parola in sé, avulsa dal contesto del dialogo.
Concordo con Michele.yup
Krizia Ribotta
19 dicembre 2008
Questo è un classico caso in cui, come direbbe Carosso, “BE CREATIVE!”
Denis Bosonetto
19 dicembre 2008
secondo me direbbe “Keep it simple”
Denis Bosonetto
19 dicembre 2008
E sarei d’accordo
Stefano Finotti
19 dicembre 2008
Riguardo al discorso delle virgolette, secondo me, in taluni casi, ovvero laddove nel testo originale non c’è né virgola né maiuscola, si potrebbe usare il corsivo, perchè questi a mio avviso non sono discorsi diretti.
Professoressa, pensa possa essere una strada praticabile?
rbernascone
19 dicembre 2008
ogni strada è praticabile direbbe Whitman, e il povero Ginsberg che diceva: «Ho visto le menti migliori della mia generazione, distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi nelle strade, all’alba in cerca di droga rabbiosa.» Io sento le menti migliori di questa generazione TICCHETTARE qui, altro che droga rabbiosa (o l’avete già presa a colazione?)
Manuela Mastroianni
19 dicembre 2008
io invece sarei d’accordo col “be creative!” e quindi largo alla fantasia di tutti! tanto lo si spiega poi nella nota…
Michele Gobello
19 dicembre 2008
Se ticchettiamo è perché stiamo per esplodere.
rbernascone
19 dicembre 2008
RICORDATEVI: stampate una copia del test e la mettete nel PORTFOLIO, davanti, e poi mandatemelo anche per email. La fotocopia del testo portatela a casa.
CI VEDIAMO QUI IL 9 GENNAIO 2009 alla solita ora, anche con LIA PEINETTI
rossella
9 gennaio 2009
cardboard cremation box:
http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.newcastlefuneralhome.com/site_images/enviro.jpg&imgrefurl=http://www.newcastlefuneralhome.com/caskets.html&usg=__mvPGGN-ZEzdb04ieIDkaJEZyxag=&h=224&w=300&sz=12&hl=it&start=8&tbnid=OAEOkD0XEAgajM:&tbnh=87&tbnw=116&prev=/images%3Fq%3Dcasket%2Bcremation%2Bcardboard%26gbv%3D2%26hl%3Dit
Stefania Sarre
10 gennaio 2009
Mi ha fatto venire in mente una canzone: si chiama Dreamin’ in a casket degli Hardcore Superstar, ero andata a vederli in concerto …adesso assocerò il suo test a loro, speriamo ne esca un bel ricordo
(comunque il suo statte accuorta è servito, oggi riuscivo a mettere i piedi giù dal letto
)
rbernascone
10 gennaio 2009
Guardate che morbid sul Time di questa settimana!
http://www.time.com/time/arts/article/0,8599,1869177,00.html